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Come e Perché Insegnare Personal Branding

Come e Perché Insegnare Personal Branding
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Ciao Caterina e benvenuta su TecnologieDidattiche.org. Ci racconti qualcosa di te?

Ciao Sergio e grazie per questa intervista, che mi lusinga davvero.

Qualcosa su di me? Una laurea in Lettere senza troppa convinzione; un anno di copywriting e content editing per una web agency milanese; la fuga oltreoceano, in Perù, tra archivi dimenticati, deserti e altipiani. Il rientro traumatico, il corso abilitante e il battesimo come docente-delle-superiori, con in tasca una manciata di idee piuttosto confuse e una nostalgia tutta sudamericana.

Come è nata l’idea del progetto Insegnare Branding e qual è il tuo obiettivo?

L’idea è nata qualche mese fa, ma ha radici lontane.

Insegno da anni Italiano e Storia nella Formazione regionale. Una fotografia delle mie classi: un terzo degli studenti non ha il pc a casa; quasi nessuno ha una connessione illimitata sul telefono; una manciata è in corso, mentre gli altri hanno alle spalle da una a tre bocciature.

L’insegnamento frontale sarebbe semplicemente inutile. Con loro, però, anche la didattica rovesciata non funzionerebbe, perché l’apprendimento deve esaurirsi nelle ore di scuola.
“Insegnare branding” è una formula di microlearning in presenza.

Le mie lezioni si svolgono nel laboratorio informatico, sono brevissime (pochi minuti), fatte di contenuti essenziali e case studies. Poi i ragazzi lavorano, da soli o in team, partendo dalle suggestioni ricevute. Hanno una consegna precisa e un tempo per portarla a termine.

Ho creato il blog www.insegnarebranding.com per condividere le mie lezioni con gli altri docenti ma anche con chi abbia voglia di promuoversi online in modo semplice e veloce.
Ogni post è una lezione; il tempo di lettura è sempre inferiore ai 2 minuti; le lezioni sono numerate e divise in categorie: branding, writing, web & co. e case studies.

La finalità ultima è quella di promuovere la nascita e la disseminazione di nuovi piani di studio nell’offerta formativa delle scuole professionali e tecniche, in modo che includano corsi di Personal branding. Perché la scuola diventi davvero un ponte verso l’impresa.

​Perché è importante insegnare personal branding a scuola, oggi?

Perché gli adolescenti hanno un’esposizione mediatica costante e invece di lasciarli vagare da soli nel web dovremmo educarli alla cittadinanza digitale.

Non solo: molti studenti hanno una bassa autostima. Il personal branding scopre i loro talenti e i loro punti di forza. E li valorizza.
Un corso di personal branding prevede:

  • una riflessione sulla propria presenza online;
  • la narrazione di sé (storytelling e scrittura creativa);
  • una sintesi ragionata delle proprie competenze e abilità (“so fare” e “so essere”), al di là del curriculum vitae stereotipato e ingessato in copia-incolla sempre uguali a se stessi;
  • il potenziamento del pensiero strategico attraverso l’analisi di casi di successo (come comunicano gli altri e che cosa posso imparare da loro?);
  • la costruzione di un portfolio online professionale, con una presentazione originale e sincera di sé.

Quali sono le competenze necessarie per promuoversi online?

  • Bisogna saper “scrivere breve” per raccontarsi in modo creativo senza regalarsi al web.
  • Bisogna saper copiare (sì, proprio così) prima di pretendere di inventare.
  • Bisogna usare sapientemente le immagini (il dictat “less is more” vale sempre e comunque);
  • Bisogna saper utilizzare (pochi) strumenti digitali.

Quali sono gli strumenti indispensabili?

Eccone alcuni (tutti online e gratuiti):

  • Edmodo, per accelerare la comunicazione, formare gruppi di lavoro, condividere i contenuti.
  • Canva, per realizzare qualunque progetto grafico si abbia in testa
  • Prezi, per presentazioni fuori dagli schemi
  • Wix, per creare siti web (io li faccio partire da un progetto vuoto, in modo che imparino a costruire il sito da zero)
  • Un qualunque editor di video, purché online e gratuito (uso spesso Adobe Spark ma ogni studente è libero di scegliere)
  • Powtoon, per produrre clip promozionali brevi e divertenti
  • The stocks, per cercare immagini gratis e liberamente utilizzabili in una ventina di piattaforme specializzate

E’ il momento lasciare in eredità alla community di TecnologieDidattiche.org il link ad un video di YouTube che ritieni particolarmente significativo o a cui sei affezionato…

Promuovere se stessi non significa vendersi o, peggio, svendersi.
Significa solo sapersi raccontare.
Cile, 1988: Pinochet è costretto al referendum.
Il fronte contro di lui non ha visibilità, è minacciato e non sa come convincere i cileni a votare contro il regime. Che cosa fa? Uno spot pubblicitario, imitando la comunicazione della Pepsi per promuovere la democrazia.

Lo slogan “Chile, la alegrìa ya viene” convince più del terrore di Pinochet, la gente esce di casa e va a votare NO al regime.
Uno spot che racchiude la storia di un intero Paese.

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